Quanto siamo cambiati nel tempo?

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Cambiamento Psicologo RovigoQuanti sono i cambiamenti che abbiamo fatto nel tempo.

Quante sono le cose che abbiamo cambiato e quante quelle che vorremmo cambiare.

Da quelle semplici, legate ad un’abitudine come il fumare o il mangiare, a quelle più complesse che coinvolgono aspetti della nostra personalità.

Gli ostacoli che incontriamo sono molteplici e spesso rallentano il cambiamento desiderato o a volte lo rendono difficile, a rischio di fallimento.

Questa volta parliamo di un particolare tipo di cambiamento:

quello legato ad aspetti importanti di personalità.

Praticamente, una volta percorse le 4 fasi del cambiamento, chi ci conosce ci dirà:

“Sei cambiato, non ti riconosco più”.

Il processo psicologico si snoda nel tempo lungo quattro fasi:

la prima la possiamo definire quella dell’insoddisfazione e dei dubbi.

In questa fase si manifestano i primi segni d’insofferenza. Attraverso dei piccoli atti manifestiamo che qualcosa dentro di noi, ancora in modo inconscio, sta prendendo forza.

Improvvisamente un piccolo dettaglio (ci presentiamo in ufficio con la cravatta annodata male, cosa mai successa prima.

Oppure ci si dimentica di chiamare casa appena arrivati in ufficio, cosa mai successa prima).

Sembrano piccole trasgressioni casuali ma, se ripetute nelle settimane, possono essere viste come un segnale di questa fase.

La seconda :

dopo un pò di tempo si comincia a desiderare un cambio di vita, sogni ad occhi aperti, fantasie.

Si comincia a parlarne con amici e colleghi e, dopo aver preso le distanze emotive da chi ci sconsiglia il cambiamento (gli amici di sempre oppure le coppie amiche),  cominciamo a valutare i costi ed i benefici di un cambiamento.

Ed ecco che si entra nella terza fase: l’uscita dal ruolo.

Questa si manifesta con un colloquio con il capo, cui si dichiara la propria insoddisfazione, si rende pubblico il proprio orientamento sessuale, si contatta un avvocato divorzista.

A volte intervengono degli eventi esterni

(la perdita di un familiare o di un amico) o inconsci (il marito si dimentica la ricevuta del ristorante nella tasca della giacca oppure il figlio lascia in giro per casa un libro sull’omosessualità, l’impiegato modello può compiere un errore imperdonabile) ad accelerare il corso degli eventi.

Si arriva così all’ultima fase, la quarta:

quella dell’adattamento al nuovo ruolo, che permette alla persona di integrare il passato nel nuovo modo di essere, senza rinnegare nulla.

Non sempre questa fase si svolge senza difficoltà o conflittualità emotive. La nostra rete sociale potrebbe risentirne e non è così imprevedibile la possibilità che ci si debba allontanare dai vecchi amici.

Si debba valutare di cambiare posto di lavoro, oppure relazione. Ma il cambiamento è ormai radicato in noi e il percorso fatto per ottenerlo è quello che ci ha fornito l’esperienza e rafforzato la nostra autostima.

 

Dottor Matteo De Tomi e Gli Incontri per parlare di Ipnosi: ecco dove e quando

dottor Matteo De Tomi

Ipnosi: Gli Incontri del dott. Matteo De Tomi a Rovigo

Ipnosi e gli Incontri del dott. De Tomi. Lo psicoterapeuta Matteo De Tomi, specialista in ipnosi , presso lo studio di Verona a Borgo Roma terrà un ciclo di incontri comprendente varie tematiche, tra cui il tema dell’ipnosi.

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Gli Incontri sull’ipnosi a Rovigo

Cos’è l’ipnosi?

L’American Psychological Association definisce l’ipnosi come una procedura durante la quale uno psicoterapeuta o un medico suggerisce al paziente di sperimentare dei cambiamenti nelle sensazioni, emozioni, pensieri e comportamenti.

I suddetti cambiamenti vengono utilizzati nel trattamento psicoterapico per difficoltà psichiche (ansia, depressione, …) oltre che nel trattamento del dolore e di molti altri problemi psicologici.Oltre a queste problematiche, l’ipnosi viene anche utilizzata per migliorare le prestazioni a livello sportivo.

Perché l’ipnosi?

A differenza di quanto avviene con la maggior parte degli altri approcci alla psicoterapia, attraverso l’ipnosi è possibile lavorare direttamento su ogni tipo di memoria del paziente, in particolare sulla memoria procedurale, quella relativa ai nostri comportamenti abitudinari, definiti come carattere.

 

La coppia: i consigli pratici dello psicoterapeuta Dottor Paolo Ballaben

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Questa è la terza puntata

di un programma dedicato alla salute e al benessere trasmesso

da Radio Kolbe Rovigo sulle frequenze  91.200 sulla tematica della coppia.

In questa puntata vedremo un po’ una serie di piccoli consigli o di trappole da evitare in un rapporto di coppia.

1) La prima trappola e quella del pensiero del tutto-nulla cioè vedere il nostro compagno o la nostra compagna come colui o colei che fa sempre la cosa sbagliata e non fa mai la cosa giusta.

Ecco quindi evitare o accorgerci se si stanno usando termini sempre o mai questa trappola del tutto-nulla

che generalizzando non ci permette di vedere le sfumature, i piccoli dettagli e quindi questo è un errore che alla lunga allontana i due piuttosto che avvicinarli.

2) A volte entrare dentro all’idea di poter trarre delle conclusioni catastrofiche come esagerare le azioni negative o gli eventi negativi che riguardano il nostro compagno la nostra compagna,

affermazioni del tipo “hai dimenticato di pagare la bolletta adesso chi sa cosa succederà ci taglieranno la corrente”.

Partire con un catastrofismo inutile quando è l’errore può essere risolto con maggior facilità.

3) Un’altra cosa ancora è l’uso indiscriminato del  dovresti.

Anche questo è un virus che se entra nel rapporto di coppia può portare a dei danni perché assumere che il nostro compagno o la nostra compagna

debba incontrare uno o più dei nostri bisogni semplicemente ritenendo che li debba conoscere.

Quindi frasi del tipo: “dovresti sapere quanto odio il mio lavoro, dovresti sapere quanto odio quella cosa, o quel tipo di situazione…”

Ansia: un efficace esercizio di rilassamento

Ansia: un esercizio di rilassamento e di controllo

Il noto stato di agitazione e apprensione conosciuto come ansia può presentarsi sotto diverse forme: pensieri ossessivi, agitazione, tensione muscolare, cefalea … ecc.

Quando proviamo ansia non viviamo il presente, non ci godiamo il presente, non ci andiamo bene, siamo insofferenti … è necessario quindi abituare il cervello a vivere il presente, il qui ed ora, e il seguente esercizio è stato creato appositamente.

Coppia, cenni storici e consigli pratici

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Questa è la prima puntata di un programma dedicato alla salute e al benessere

trasmessa da Radio Kolbe Rovigo sulle frequenze  91.200 .

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Puntate dove affronteremo le diverse tematiche che appartengono alla storia della famiglia .

Partiremo dalla coppia:

 

Cosa significa essere coppia,  

da cosa dipende una coppia,  

che cosa rappresenta l’amore che può nascere tra un uomo e una donna

e  quali sono magari i consigli utili gli errori da evitare nel rapporto di coppia.

 

Successivamente proseguiremo poi parlando della famiglia dei figli e quindi puntata per puntata faremo delle piccole pillole.

 

Il primo argomento è proprio la coppia come mai si arriva ad una coppia e soprattutto è proprio facile iniziare a vivere in coppia? a frequentarci come coppia?

Per quale motivo faccio questa domanda?

Perché l’uomo e la donna il maschio e la femmina sembrano provenire da universi completamente opposti quasi paralleli .

Come mai accade questo? il tutto parte da una costatazione , dal fatto che noi abbiamo molto ma molto in comune rispetto ai nostri antenati preistorici,

ci portiamo dietro con noi il loro modo di essere e il loro modo di esser stati bravi nel fare quello che facevano.

Nei nostri antenati preistorici c’era una divisione e una differenza tra le abilità e le competenze da parte dei maschi da parte delle femmine,

ad esempio sappiamo che i maschi erano cacciatori,

il loro compito era quello di proteggere far sopravvivere la famiglia difendendola dai pericoli e quindi la loro abilità,

e di conseguenza il loro cervello si è strutturato in modo tale da riuscire a far molto bene queste cose con la velocità che serviva e che serve di volta in volta.

I meccanismi dell’ansia

L’ansia e i mammiferi

 

 

Qual è la sintomatologia dell’ansia?

L’ansia si caratterizza da una componente somatica e una componente cognitiva. I sintomi di tipo somatico possono essere: tensione muscolare, facile affaticabilità, tremori. Ulteriori sintomi fisici possono essere gastrointestinali (nausea, gastrite, …) , dermatologici (orticaria, rossore, eccessiva sudorazione), respiratori (sensazione di soffocamento, difficoltà di respirazione), cardiovascolari (tachicardia, ipertensione). A livello cognitivo si ha una difficoltà di concentrazione

Perché questa sintomatologia?

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Questa sintomatologia serve a noi mammiferi per reagire ad eventi pericolosi. Infatti questi tratti caratteristici dell’ansia preparano il corpo ad affrontare la minaccia.

Per ogni tipo di ansia c’è un protocollo adatto, per questo è utile affidarsi ad uno psicoterapeuta.

Che differenza c’è tra la zebra e l’essere umano?

Noi essere umani abbiamo la capacità di ricordare e di anticipare gli eventi. Superato il pericolo infatti, la zebra torna tranquilla alle sue attività quotidiane, noi, invece, dopo un evento stressante continuiamo a ricordarcelo e a temere che possa accadere un’altra volta.

Per il nostro corpo infatti non c’è molta differenza tra ciò che pensiamo in uno stato emotivo e ciò che accade oggettivamente, per cui il corpo continua a reagire e a produrre sintomi di ansia.

Cosa fare quando si presenta una sintomatologia di ansia?

E’ importante consultare uno specialista che aiuta a capire da dove nasce l’ansia, in quale contesto e quali protocolli sono utili per risolvere la problematica.

Dott. Paolo Ballaben

Psicologo Psicoterapeuta Specialista in Ipnosi Ericksoniana

www.modellidicambiamento.com